Il Losar dei nomadi tibetani

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17 Feb Il Losar dei nomadi tibetani

Il Losar è il capodanno Tibetano, che quest’anno si festeggerà il 27 febbraio. Durante i suoi festeggiamenti gli usi e le tradizioni sono diversi e abbiamo voluto offrire una breve panoramica di quello che succede nel mondo dei nomadi tibetani durante il periodo del Losar.

*Il primo giorno i nomadi tibetani si lavano fuori dalla tenda con “l’acqua delle stelle”, raccolta quando la luce degli astri notturni non è ancora svanita.

Poi gli uomini fanno un’invocazione di buon augurio e un’offerta di fumigazioni bruciando i legni del sukar, del nyadri e del penkar, un tipo di rododendro, su dei bracieri costruiti utilizzando la terra di quei monticelli chiamati potho.Le donne invece fanno un’offerta rituale chiamata yado.

Quando tutti i componenti della famiglia sono riuniti all’interno della tenda, fanno insieme un’offerta di fumigazioni chiamata Kungsang. L’apertura superiore della tenda viene spalancata e sul focolare vengono posti tutti i tipi di piante odorose che si siano potuti raccogliere. I nomadi spiegano che, quando si fa questo rito, se la tenda si riempie di un fumo denso, la famiglia diventerà ricca. Se il fumo dell’apertura superiore della tenda sale direttamente verso il cielo questo è considerato un segno di buon augurio. Se il fumo si spande in tutte le direzioni ci sarà uno sviluppo degli armenti. Se il fumo del alto anteriore gira verso terra capiteranno degli incidenti agli uomini. Se il fumo si dirige verso destra la divinità delle femmine è forte e l’allevamento e i suoi prodotti andranno bene. Se il fumo va verso sinistra la divinità dei maschi è forte e i nemici saranno sottomessi. Se il fumo gira a destra e a sinistra ci saranno molti conflitti con i nemici.

I nomadi che vivono vicino ai monasteri portano, in recipienti distinti, yogurt e troma per offrirli alla comunità monastica.

I monasteri durante questi giorni iniziano le pratiche rituali del Deshe Kagye e la sera del ventinovesimo giorno gettano via il gutor, l’oggetto rituale per mezzo del quale si allontanano tutte le negatività dell’anno passato e si scongiurano quelle dell’anno futuro.

I nomadi che invece vivono lontani dai monasteri, la sera del 29° giorno chiedono ai religiosi che si trovano presso di loro di svolgere un rituale chiamato “riscatto per prevenire le disgrazie”.

Il secondo giorno dell’anno, detto logyap, è dedicato ai giochi e a festeggiamenti vari, il terzo giorno alle visite a parenti e amici giurati, il quarto alle visite ai vicini e il quinto giorno alle corse dei cavalli e alle prove di forza nelle quali si cimentano gli uomini dei diversi gruppi di nomadi, radunatisi per l’occasione.

La sera del quinto giorno tutti i nomadi si radunano su di un pianoro e con un grande cumulo di sterco accendono un enorme falò, detto wangkha, attorno al quale danzano ragazzi e ragazze. Terminate le danze, tutte le persone si dividono in due gruppi e si affrontano in gare di canti e di indovinelli che talvolta possono continuare anche nei giorni seguenti.

Leggi anche Il Losar dei nomadi tibetani – il cibo>>

Per motivi di spazio non è stato possibile inserire tutte le tradizioni del Losar, consigliamo per maggiori approfondimenti:

“Viaggio nella cultura dei nomadi tibetani” di Namkhai Norbu, Shang Shung Edizioni 1990

“Tibetan Folk Song from Gyantse and Westwrn Tibet” di G.Tucci, Ascona 1966

*Fonte: “Viaggio nella cultura dei nomadi tibetani” di Namkhai Norbu, Shang Shung Edizioni 1990