Mongolia – Diario di una cooperante / 2° giorno

01 Giu Mongolia – Diario di una cooperante / 2° giorno

In Mongolia ASIA sta portando avanti un  progetto con i veterinari mongoli per contrastare le diverse malattie che colpiscono il bestiame e una metodologia adatta alla resilienza allo dzud. La Project Manager di ASIA è Anna, una veterinaria di 35 anni che dall’inizio del progetto si trova in Mongolia e con la sua testimonianza racconta quello che accade sul campo.

2° giornoCon-la-Direttrice-del-Food-and-Agriculture-Departement

Dopo un breve incontro con la Direttrice provinciale del Dipartimento dell’Agricoltura, presa da mille impegni come tutte le autorità di questo mondo, veniamo affidate al Direttore del Laboratorio Veterinario provinciale, che ci accompagna a incontrare i veterinari privati che lavorano nella città.

I servizi veterinari ambulatoriali sono stati privatizzati, come tante altre strutture, con la caduta del governo socialista, dopo il 1991. La curiosità dei veterinari verso la realtà parallela europea è tanta che quasi non riesco a fare le mie di domande: “Cosa usate in Europa per questo? Avete quest’altro? E quello com’è?”.

Coraggiosi veterinari che, pur con mezzi limitati, si devono occupare della salute di 30-40mila capi di bestiame ognuno a distanze che possono anche superare il centinaio di chilometri. E proprio sul tema dei materiali da lavoro concludiamo il nostro incontro, essendo la fornitura di attrezzature veterinarie la seconda delle attività da realizzare.

Laboratorio-Baruun-UrtInfine, una visita al Laboratorio ci permette di meglio capire il sistema di sorveglianza epidemiologico di cui è riferimento, sistema particolarmente importante in un paese in cui la produzione animale è uno dei settori economici più rilevanti del paese.

Sul muro dell’edificio principale, prima di entrare, vedo una grande scritta in caratteri cirillici e chiedo cosa significhi: “Al medico umano fa capo solo la persona ma al veterinario fa capo tutto il vivente”, quanto c’è di più vero in una realtà in cui salute umana, animale e ambientale sono strettamente legate e, come già dicevo, dipendenti l’una dall’altra.

E tra direttrici, capi di distretto e veterinarie, ancora una volta da quando sono qui mi sorprendo positivamente di quante donne in posizioni di livello ci siano in Mongolia: “Vedrai quanto sono forti le donne mongole”, mi avevano avvisata. Tanto di cappello. E tanto da prendere ad esempio.

Leggi anche il racconto del 1° giorno di missione>>

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