Nepal – Il rumore dell’acqua

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14 Giu Nepal – Il rumore dell’acqua

Nella sua ultima missione in Nepal (aprile 2018) la Responsabile Progetti Internazionali di ASIA si è recata a Tatopani dove stiamo ricostruendo il sistema idrico e implementando attività generatrici di reddito per migliorare la qualità di vita delle persone.

È la prima volta che visito il distretto di Sindhupalchok, nella regione centrale del Nepal, ed è la prima volta che sono così vicina al confine col Tibet. Arrivo a Tatopani di sera e non ho la possibilità di ammirare i meravigliosi paesaggi che scoprirò il giorno dopo.

Non vedo nulla. Sento solo il rumore dell’acqua!

Tatopani, municipalità di Listikot, in nepalese significa “acqua calda” per la sua caratteristica presenza di sorgenti di acqua calda, dovute alla conformazione geomorfologica del territorio: i movimenti tettonici in profondità sotto la superficie terrestre sono responsabili dell’energia geotermica che forma sorgenti calde.

La gente sostiene che il terremoto del 25 aprile 2015, che ha colpito profondamente quest’area e distrutto numerosi villaggi, abbia modificato l’assetto geomorfologico in profondità e che l’acqua sia diventata più fredda.

È l’acqua che mi porta in questi luoghi e le conseguenze disastrose della catastrofe del 2015. Nel villaggio di Chagam, fortemente colpito dal terremoto, ASIA sta implementando un progetto di ricostruzione del sistema idrico e di miglioramento della qualità della vita della comunità attraverso attività generatrici di reddito agricole e zootecniche.
Chagam, a 15 km dal confine con il Tibet, è un villaggio di contadini ed ospita una grande comunità di monache e monaci tibetani (circa 135 in totale). Tra le lungta,  le loro casette con i tetti verdi e muri bianchi sembrano incastonate nella montagna. La loro vita quotidiana scorre lenta e serena nella preghiera e il lavoro in cucina e negli orti.

Tut20180425_132134ta la comunità è lì con noi, tante donne ci accolgono e ci ringraziano mettendoci attorno al collo le katha . È un luogo davvero magico… Fa freddo su queste montagne cosparse di rododendri dai fiori bianchi e di “lokta”, la pianta della carta. Ma il calore umano, la vicinanza della gente, la gentilezza delle monache che cucinano frittelle calde e un giubbino prestato dalla migliore cuoca di dal bhat  del Nepal, mi riscaldano. Vorrei fermare il tempo.

Un rappresentante della comunità e gli ingegneri di ASIA accompagnano me e Riccardo, il Rappresentante Paese di ASIA in Nepal, in cima alla montagna per mostrarci i progressi della costruzione del nuovo acquedotto. Saliamo fino a 3 000 m.s.m. e tra arbusti e rocce ritroviamo la sorgente da cui tutto ha principio.

Pian piano riscendiamo percorrendo la strada dell’acqua e nel percorso possiamo ammirare i serbatoi, costruiti con tecniche locali, e le trincee che ospiteranno i tubi fino ad arrivare alle 37 fontane in costruzione, dislocate in ogni angolo del villaggio.

Anche i bambini che sono a scuola avranno un loro rubinetto e potranno rifornirsi facilmente grazie ai rubinetti a misura di bambino!

La nostra piccola scalata finisce ma la gente ha voglia di parlare con noi. Ci sediamo tutti insieme in cerchio. Ci comunicano che sono grati e felici di aver ricevuto il dono prezioso dell’acqua e che se ne prenderanno cura.

Hanno però una strana richiesta da farci. Ma devo prima fare una premessa!
Per migliorare la loro qualità di vita ASIA prevedeva di distribuire semi di ortaggi e formare i contadini alla implementazione e cura dei vivai, così come di distribuire galline ovaiole, al fine di incrementare le opportunità di reddito e di sviluppo economico della comunità.

La comunità di Chagam chiede di avere più semi da piantare al posto di avere in dono le galline perché le galline mangiano gli insetti…e gli insetti sono esseri viventi…e loro non uccidono esseri viventi.

Come non soddisfare una richiesta di un tale valore morale? Tutti i progetti di ASIA cercano di soddisfare i bisogni e le richieste dei beneficiari che a loro volta si impegnano a partecipare attivamente in ogni fase delle attività.

Inizia a grandinare. Un thé con il latte, una visita allo stupa , un saluto alle monache e un ultimo abbraccio alla comunità. Piove. Il rumore dell’acqua mi accompagna ancora nel viaggio di ritorno e mi accompagna ancora adesso mentre il ricordo della bellezza delle montagne e dei sorrisi della gente affiora nella mia mente.
Ci ritorneremo…la comunità ha ancora bisogno del nostro aiuto!

Marilena

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