Racconti dal campo: Beccacece

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26 maggio Racconti dal campo: Beccacece

Silvia Beccacece, architetto e cooperante specializzata in WASH

Quando nel Dicembre 2006 sono arrivata in Nepal per una vacanza last minute, ho subito capito che quel Paese avrebbe occupato un posto speciale nella mia vita. Ancora oggi mi domando cosa mi abbia attratto così tanto nell’impatto con Kathmandu, una città assolutamente incasinata, inquinata, piena di contraddizioni, ma con dei luoghi incredibilmente suggestivi.

Avendo riconosciuto da subito le vibrazioni speciali di quel Paese, ho fatto di tutto per avere la mia prima esperienza lavorativa come cooperante in Nepal. E’ stata ASIA a darmene l’occasione e fin dall’inizio è stato tutto assolutamente unico. Al mio primo incarico ho avuto la possibilità di selezionare le aree di intervento, di scrivere il progetto che avrei portato avanti negli anni a venire nel settore che sarebbe diventato la mia specializzazione (allora water and sanitation, oggi WASH) e di svilupparlo con la fiducia e la collaborazione di un team piccolo ma incredibilmente coinvolto.

Ho finito per trascorrere in Nepal quasi 5 anni, la maggior parte dei quali collaborando con ASIA. E’ stata un’esperienza molto bella, durante la quale abbiamo cercato di supportare la comunità rurale di Baluwa con la realizzazione di un sistema idrico, la costruzione di toilet e la promozione di igiene. Sulla carta un progetto come tanti, nella realtà un intervento che per tante ragioni considero unico.

Un esempio di cooperazione estremamente gratificante, sia dal punto di vista professionale che umano. Mai come in Nepal ho avuto la possibilità di entrare davvero in contatto con la comunità locale, e ancora oggi ricordo molte persone del villaggio con profondo affetto. Naturalmente se avessi scritto questo contributo qualche anno fa, sarei stata probabilmente un po’ più critica.

Il Nepal è un Paese meraviglioso ma complesso, dove lavorare e rispettare scadenze ti mette ogni giorno alla prova. Le difficoltà sono state tante, ricordo come fosse ora il momento in cui abbiamo sospeso i lavori di scavo del primo pozzo, non c’era una sola goccia d’acqua… Se non le mie lacrime!

E poi l’immensa gioia, mia e degli abitanti di Baluwa, nel vedere acqua uscire dai pozzi perforati successivamente. I ricordi sono tanti, bellissimi e ancora oggi, nonostante i numerosi viaggi e i luoghi in cui ho avuto la fortuna di lavorare, il Nepal, un po’ come le sue montagne, resta per me al di sopra di tutto. Per questo non finirò mai di ringraziare i miei colleghi e amici nepalesi, e naturalmente ASIA.

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