Racconti dal campo – Cortassa

Cortassa

22 Apr Racconti dal campo – Cortassa

Racconto di Giorgio Cortassa, medico e cooperante per ASIA

Mi chiamo Giorgio Cortassa, sono un medico, ho conosciuto ASIA a Lhasa nel 1995 e da allora ho collaborato direttamente o indirettamente con loro su numerosi progetti. Da gennaio 2011 a giugno 2012 ho diretto le fasi finali di un programma ASIA triennale finanziato dalla Commissione Europea per supportare la Sanità di Base a beneficio della popolazione della contea di Panam, prefettura di Shigatse, Tibet Centrale. Questa contea himalayana grande un po’ più della Val d’Aosta (ma molto meno abitata: 4.806 kmq verso 3.260; 43.000 tibetani verso 126.000 valdostani) comprende 94 villaggi ad una media di 4.100 metri di quota. Come potete immaginare: un lavoro NON semplicissimo. Ma come dicono i Tibetani: “Se è facile, non vale nulla!”.

Abbiamo fornito medicine e integratori nutrizionali, strumenti medici, libri di medicina e materiali per l’educazione sanitaria della popolazione; ad esempio dei poster disegnati sulla base dei loro tradizionali thangka di medicina tibetana … e tradurre in Tibetano parole come “vitamine” o “elettrocardiogramma” e’ stata una bella sfida! Abbiamo fatto molti corsi di formazione a vario livello secondo il concetto della cosiddetta “formazione a piramide o a cascata”: cioè da quelli più avanzati per i medici dell’ospedale di contea a quelli via via più semplici per i medici e le ostetriche dei villaggi fino ai cosiddetti “medici scalzi” … che non sono proprio medici, ma solo persone che hanno ricevuto una formazione sanitaria di base e sanno come comportarsi nelle più comuni evenienze mediche: prevenzione, igiene e cure di base, ma anche e soprattutto quando inviare il malato all’ospedale. Questi medici scalzi sono indispensabili nei villaggi più sperduti.

Oltre a me c’era un team di espatriati esperti, ma naturalmente tutti noi non avremmo potuto far nulla senza il nostro fantastico personale tibetano: Jamyan, Trinley, Rigzin, Tsomo, Tenzin, Nyma e Tsewang. Che bravi!

Alla fine dei corsi i giovani “medici scalzi” di villaggio, ragazzi e ragazze che ci avevano seguito per qualche settimana a bocca aperta, curiosi e sempre sorridenti, vincendo la timidezza ci offrivano i “kata” le classiche sciarpe tibetane di ringraziamento … che poi noi sistematicamente gli rimettevamo al collo complimentandoci per il superamento degli esami! Fantastico!

La ong ASIA, fondata da un lama tibetano e gestita da persone che hanno il Tibet nel DNA, è la ong più specializzata e competente che ci sia per questo territorio e per la sua profonda e importantissima cultura. E’ stato per me un onore lavorare con loro.

Personalmente, se in Tibet ho insegnato qualcosa di Medicina, molte di più sono le cose che ho imparato: sulla vita e sulla morte, sulle bellezze e bruttezze del Mondo. E alla fine ho visto, come disse Milarepa, che: “Nelle valli himalayane c’è uno strano mercato: si possono barattare gli affanni del mondo per una gioia senza confini”. Grazie.

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