Preparazione all’emergenza COVID19 nello stato del Chin – fase 2

Covid19Myanmar

I primi 2 casi noti di COVID-19 sono stati annunciati il 23 marzo 2020 nello stato di Chin, dove ASIA lavora da novembre 2019 con un progetto agricolo, finanziato da AICS. Da quel momento, sono state adottate alcune misure di restrizione, ma la situazione è in continua evoluzione. Le scuole sono state chiuse, gli eventi pubblici sono stati sospesi, il rilascio del visto online è sospeso all’arrivo per gli stranieri, i viaggi tra gli stati interni sono limitato (il Chin è bloccato dal 23 marzo scorso).

Fino al 21 maggio 2020 sono stati accertati 193 casi, ma la mancanza di test e la mancanza di laboratori specializzati per l’analisi dei test suggeriscono una situazione molto più drammatica, soprattutto se si considera che il sistema sanitario birmano è considerato tra i peggiori nel mondo.

La situazione sanitaria nelle aree remote peggiora rispetto alla già molto fragile situazione nelle città. L’assistenza sanitaria di base è ancora fuori portata per la maggior parte delle persone nello Stato del Chin, una delle parti più remote e isolate del paese, dove tre quarti delle persone, che dipendono principalmente dall’agricoltura su piccola scala, si trovano sotto la soglia di povertà. Scarsi mezzi di trasporto e il terreno accidentato dello stato significano che i residenti rurali spesso devono camminare per giorni per raggiungere le cure mediche nella città più vicina. Alcuni arrivano vicino alla morte mentre altri non sopravvivono al viaggio.

Poiché l’assistenza sanitaria non è facilmente disponibile, molte persone fanno affidamento sui rimedi tradizionali per le malattie stagionali (monsoniche) e solo quando sono gravemente malati vanno in ospedale. Nonostante gli sforzi di educazione sanitaria da parte del governo e delle ONG, i livelli di consapevolezza sanitaria e di igiene tra la popolazione locale rimangono bassi.

Dall’inizio dell’emergenza, ASIA ha deciso di intervenire a supporto delle strutture sanitarie dell’area in cui sta continuando a lavorare. Grazie alla generosità di alcuni donatori e fondi propri è già riuscita a distribuire molto del materiale medico necessario agli ospedali.

In questa seconda fase, saranno distribuiti ulteriori materiali sanitari rimasti fuori dalle precedenti distribuzioni. Tali strumenti miglioreranno ulteriormente la qualità dell’assistenza sanitaria delle strutture presenti.