Ridurre l’insicurezza alimentare e migliorare le condizioni di vita delle donne

IMG_7531

Negli ultimi anni il fenomeno delle migrazioni economiche dalle aree rurali verso i Paesi del Golfo Persico si è altamente diffuso: da oltre 10 anni e in particolare in seguito al terremoto del 2015, gran parte degli uomini delle aree rurali sono partiti in cerca di fortuna all’estero (circa il 35%). Le donne restano a casa ad accudire i figli, coltivare i campi e allevare gli animali oltre che pagare i debiti fatti per pagare il viaggio del marito.

In Nepal la donna è considerata socialmente una minoranza e subordinata all’uomo sia nelle posizioni sociali che economiche. Nelle aree rurali la condizione femminile resta ancorata al passato e ad una società patriarcale che vede la donna subordinata all’uomo e senza diritto alla terra, all’istruzione, alla salute e all’educazione.

Il progetto affronta il problema dello scarso accesso alla terra ed alla mancanza di modelli di utilizzo delle risorse naturali sostenibili ma adeguati a garantire un tenore di vita dignitoso alle comunità delle buffer zone del Parco del Langtang.

Le comunità locali vivono, in maniera quasi esclusiva, sul settore primario, sulle produzioni agricole destinate all’auto sostentamento e a limitate attività zootecniche che consentono di destinare al mercato prodotti che permettono l’acquisto dei beni primari non auto prodotti e l’accesso ai servizi di base, quali sanità ed educazione.

Nelle buffer zone sono molto diffusi i terreni marginali, aree sottoposte ad un intenso sfruttamento nei precedenti decenni, che si trovano in una condizione di scarsa fertilità, sia da un punto di vista biotico che chimico-fisico, con spessori del suolo minimi e ridotti da decenni di erosione accelerata.

Queste aree sono ormai ad alta propensione alla desertificazione, le condizioni pedologiche pregiudicano i normali utilizzi produttivi, senz’altro quelli agricoli ma anche quelli pastorali estensivi.

La perdita delle attività produttive e dei redditi che sono capaci di generare, sono soltanto il secondo dei rischi che l’aumento delle aree marginali comportano; il primo è l’annullamento di tutti i servizi ecosistemici che i bacini di montagna svolgono preservando i bilanci idrologici, la biodiversità, e controllando i flussi delle acque piovane riducendo il rischio di alluvioni e frane negli abitatissimi fondovalle.

Per questo è stato previsto un piano di attività che preveda di ripristinare le coperture forestali delle aree marginali e migliorare le condizioni di vita delle comunità delle buffer zones attraverso lo sviluppo di opportunità di incremento del reddito (apicoltura, produzione agricola resiliente ai cambiamenti climatici, produzione per nutrimento animale, riforestazione delle aree marginali).

Le azioni previste favoriranno lo sviluppo di un modello di produzione maggiormente diversificato e resistente ai limiti dell’ambiente ed alle minacce rappresentate dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Le principali attività del progetto in Nepal:
1.Individuazione e selezione donne e trainings su diritto terra, financial literacy
2.Training su gestione vivai, business plan e mediazione
3.Selezione di 60 famiglie e Formazione di 60 apicoltori (distribuzione arnie e kit apicoltura)
4.Identificazione e formazione di 60 famiglie di allevatori e distribuzione di 3000 piante da nutrimento animale
5.Realizzazione di 4 vivai con 4 sistemi di irrigazione e distribuzione di kit per la semina e avvio vivai
6.Avvio di una campagna di riforestazione nelle buffer zones del Langtang Park e distribuzione 7000 alberi da riforestazione

Attività in Italia
Organizzazione di una mostra fotografica con le fotografie scattate durante la realizzazione delle attività e proiezione di video per la condivisione dei risultati del progetto e la sensibilizzazione alle tematiche della sicurezza alimentare, povertà, migrazioni, condizione femminile nepalese, conservazione ambientale e cambiamenti climatici.

I beneficiari

I beneficiari diretti totali in Nepal sono 1380; in Italia beneficiari diretti delle attività di sensibilizzazione sono stimati a circa 1000 persone.
Beneficiari indiretti del progetto sono gli abitanti del distretto di Rasuwa: 44 000 individui.
Beneficiari indiretti delle attività di sensibilizzazione in Italia sono gli abitanti del comune di Bolzano (circa 107 519 persone).

Progetto finanziato da

Bolzano