Le parole del contagio virtuoso: resilienza

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15 Apr Le parole del contagio virtuoso: resilienza

Le parole sono importanti. Possono alimentare paura e stress, oppure alleviare quel senso di ansia e di smarrimento che stiamo tutti provando in questo momento, permettendoci di modificare prospettiva e di generare un contagio virtuoso, a partire da ciò che pensiamo e sentiamo.

La nostra quinta parola è resilienza, dal latino resilire ovvero rimbalzare. In fisica, è la proprietà dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi, e in psicologia è la capacità di resistere e di reagire di fronte a difficoltà, avversità, eventi negativi (Garzanti).

E questo è il momento di tirare fuori tutta la nostra resilienza. E’ una dote innata, che fa parte del nostro corredo genetico e ci ha permesso di sopravvivere alle tante avversità a cui siamo stati esposti come esseri umani. E’ quella flessibilità, quella capacità di adattamento che ci permette di dare risposte diverse a circostanze che non sono più le stesse. E’ l’impermanenza che ci insegna la resilienza: mentre tutto cambia non possiamo sopravvivere se rimaniamo uguali a noi stessi.

Noi di ASIA abbiamo continui esempi di resilienza, a cui possiamo ispirarci tutti: sono le popolazioni del Tibet, del Nepal e degli altri paesi dell’Asia in cui siamo impegnati da tanti anni, che convivono costantemente con circostanze avverse senza perdere il sorriso, la fiducia e la forza di andare avanti.

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